Gran Paradiso 2011

 

30 ottobre- 4 novembre 2011

 

Roberto Boccucci

 

 

Galleria

 

 

30 ottobre

Il primo giorno ho deciso di spenderlo in Valsavarenche. Ho preso alloggio a Degioz nel B& B Vers Le Bois. Di buon ora inizio il mio primo percorso, incamminandomi dalla Frazione Pont (1960 m) per salire alla Croix D’Arolley. Il percorso è a tratti un po’ ripido, ma comunque sempre agevole. Qualche tornante prima della cima, ho visto un ermellino in tenuta invernale. Poi ho proseguito lungo il pian del Nivolet lungo un tratto di qualche chilometro fondamentalmente pianeggiante fino a raggiungere il Rifugio Savoia (2534 m). Dal rifugio Savoia sono salito al Lago Nero (poco più di 2700 m) passando dal Lago Rosset e dal lago dei Tre Becchi. Questo tratto era un po’ innevato (30 cm circa). Al lago Nero qualche stambecco in lontananza. Per evitare di dover ripercorrere il tratto innevato, decido di scendere dal lago Nero, non tornando sui miei passi, ma piuttosto puntando verso la Croix d’Arolley. Il percorso non è sempre segnato. Si riesce comunque a seguirlo prestando un po’ di attenzione fino ad arrivare alla strada sterrata che doveva unire il Piemonte con la Val d’Aosta e i cui lavori giustamente sono stati interrotti dopo le proteste delle associazioni ambientaliste: la strada avrebbe generato una ferita mortale per il Parco e i suoi animali. Oggi invece la galleria poco sopra Pont offre a volte rifugio invernale agli stambecchi! Arrivo infine a Pont, al parcheggio posto davanti all’hotel Gran Paradiso, dove avevo lasciato l’auto in sosta. Dal medesimo parcheggio parte il sentiero per raggiungere il Rifugio Vittorio Emanuele, punto di partenza per la scalata alla cima del Gran Pardiso (4061 m), unico “4.000” interamente italiano e forse l’unico alla portata di chiunque abbia un po’ di allenamento, necessario per superare gli oltre 2000 metri di dislivello. Altro punto di partenza per la scalata al Gran Paradiso è il rifugio Chabod. Per raggiungerlo occorre partire da un sentiero che “attacca” un po’ più giù rispetto a Pont, nei pressi di un ponticello in legno che attraversa la Savara. In entrambi i casi la sosta notturna al rifugio consente di spezzare la differenza altimetrica. Dopo aver dormito al rifugio, al mattino la sveglia è fissata molto prima dell’alba e la partenza avviene alla luce della lampada frontale. E’ inutile dire che il paesaggio è fantastico e l’esperienza di una scalata sul ghiacciaio (fin quando ci sarà…) è veramente unica.

 

 

 

Gruppo di stambecchi nei pressi del lago Nero

 

 

 

 

Volpe sopra il Pian del Nivolet

 

 

 

Volpe con sullo sfondo il Gran Paradiso (4061 m)
Ghiacciaio del Gran Paradiso
 

 

 

 

 

31 ottobre

Nel secondo giorno ho deciso di seguire un tratto dell’alta via nr.2, quello che porta dalla frazione Eaux Rousses (1666 m) al piano di Leviona (2289). Si tratta di una zona straordinariamente ricca di animali, soprattutto camosci che popolano il bosco che porta al casotto del parco e che frequentano con un branco molto nutrito anche il vallone. Il luogo è molto frequentato anche dallo stambecco, oggetto nella zona di un progetto di ricerca (gli animali sono infatti marcati per un più agevole riconoscimento). Nel bosco ho anche visto spesso anche il Fagiano di Monte, ma non durante questa settimana.

 

 

 

 

Gruppo di camosci nel vallone di Leviona

 

 

 

Camoscio nei boschi che portano al vallone di Leviona
Camoscio all'inseguimento di un rivale (Leviona)
 

 

 

 

1 novembre

Mi sposto in Val di Cogne, dove mi incammino poco prima dell’alba sull’alta via nr.2 nel tratto che va dal villaggio di Valnontey (1666 m) al rifugio Sella (2584 m). Il percorso passa da un bosco di larici bellissimo, soprattutto in questo periodo in cui gli aghi degli alberi sono dorati tingendo di giallo tutto il bosco. I maschi di camosci presidiano il bosco suddividendolo in base alle diverse altimetrie. Presenti anche numerose femmine con i piccoli. Tuttavia è soprattutto dopo la quota 1950 (contrassegnata dal ponte di Thoules che consente di attraversare una cascata formata dal Lauson e che porta al sentiero che ormai da molti anni ha sostituito un tratto del tradizionale sentiero che portava al Sella e che è stato chiuso per pericolo di frane). Da questo punto i camosci sono straordinariamente numerosi: gruppi sono presenti presso l’alpe Toule e l’alpe Pascieux (2124 m). Soprattutto in questo periodo peraltro gli animali presidiano i medesimi luoghi con notevole costanza. Nei diversi giorni ho trovato i medesimi esemplari nei medesimi posti. Ciò è ancora più vero per gli esemplari maschi. A un certo punto il sentiero scende leggermente (questi 50 metri di discesa erano erano peraltro completamente ghiacciati) per attraversare un ponte che consente di percorrere il sentiero che dopo pochi tornanti si congiunge con il tradizionale sentiero che porta al Sella. Altri 300 metri di dislivello e si arriva al rifugio. Se le condizioni climatiche sono favorevoli, già prima di arrivare al rifugio sono avvistabili gli stambecchi. Anzi già dal ponticello prima citato, mi capita di riuscire spesso ad intravederli con il binocolo guardando in alto a sinistra. Nella mia esperienza sono riuscito a vedere gli stambecchi a queste altitudini (sotto i 2600 m) solo dopo un temporale o durante quelle giornate con cielo molto coperto e umido. E infatti in questo primo giorno al Sella c’era il sole e gli stambecchi …. non si sono visti.

 

 

 

 

Camoscio poco dopo l'Alpe Pascieux

 

 

3 novembre

Per oggi le previsioni “dicono” cielo coperto e pioggia nel pomeriggio. Parto allora mezz’ora prima dell’alba in maniera tale da essere di buon mattino all’altitudine giusta per fotografare gli stambecchi. Nel crinale che si risale dopo un ponticello dal quale in alto si vede l’alpeggio Gran Lauson (2506 m), ci sono molti camosci al pascolo. Bellissimi gli inseguimenti fra i maschi per i quali inizia proprio a novembre il periodo degli amori.

 

 

 

Un maschio di camoscio punta il rivale

 

 

 

 

Poco più in alto un gruppo di maschi di stambecco sono impegnati nell’attività di ruminazione. Mi piace venire nel Parco nel periodo autunnale in quanto, a parte i colori stupendi, sui sentieri non c’è praticamente nessuno e gli animali sono maggiormente visibili: l’atmosfera che si respira è unica!

Di ritorno incontro una quantità veramente stupefacente di gruppi di camosci. Oramai è da tre giorni che mi vedono fare su è giù: inizialmente si allarmano sentendo il rumore dei miei passi, ma poi vedendomi, si tranquillizzano e ricominciano a brucare...

 

 

 

Gruppo di stambecchi nel sentiero che porta al Rifugio Sella (circa 2500 m)

 

 

 

Stambecco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piccolo di camoscio nei pressi dell'alpe Pascieux
Gruppo di camosci con lo sfondo del parcheggio di Valnontey
 

 

 

 

 

4 novembre

Pioggia. Provo a salire ugualmente ma dopo i 2000 metri il fango rende difficile l’ascesa, soprattutto per chi ha sulle spalle una zaino pesante quasi 10 chili. Decido di ritornare sui miei passi. Sulla strada del ritorno incontro nel bosco 2 stambecchi.

 

 

 

 

Uno stambecco "controlla" l'escursionista di passaggio
Stambecco nel bosco di Valnontey

 

 

 

 

Maschio di stambecco nei pressi della cascata del Lauson (circa 1850 m)